Quella che vogliamo realizzare è una community attiva e multidisciplinare, inclusiva e aperta alle imprese del farmaco e dei dispositivi e agli altri stakeholders. Una community che ragioni e che agisca sui temi strategici e su quelli operativi del momento. Anche un luogo dove trovare informazioni e strumenti aggiornati e ricevere un supporto adeguato quando serve .
È a nostro parere un nuovo modo, più responsabile ed efficace, di affrontare tutti insieme il cambiamento della sanità italiana.

L’innovazione impatta sulle conoscenze e sul modo di pensare

Nuove terapie, nuove tecnologie, nuove culture offrono già oggi grandi opportunità per la salute delle persone. Nel prossimo futuro si prevedono in questo settore innovazioni ‘dirompenti’. Dovremmo cogliere queste opportunità e anticipare per quanto possibile il futuro. Tuttavia cambiare e introdurre le innovazioni in un sistema complesso come quello della sanità non è semplice. E’ necessario individuare ed eliminare le ragioni delle resistenze e promuovere l’azione degli innovatori che le sostengono e le realizzano.

Horizon Academy

Lo scopo di HA, l'Academy, è promuovere e sostenere l’innovazione e il cambiamento del sistema salute attraverso lo sviluppo e la condivisione dei saperi e delle competenze di chi vi opera.

HA metterà in campo innovatori nell’ambito della farmaceutica, della clinica, delle tecnologie medicali e dei servizi ad esse associate capaci di ‘fare scuola’ formando a loro volta innovatori capaci di gestire e valutare le nuove terapie le nuove tecnologie e di porsi come operatori del cambiamento nelle organizzazioni in cui operano.

HA affronterà temi ‘emergenti’ su cui si organizzeranno corsi, seminari, tavoli di lavoro, think tank, ricerche, progetti. HA sarà anche una piattaforma professionale di esperti attiva nello sviluppo di idee, scambio di esperienze e buone pratiche, elaborazione di proposte per l’innovazione.

Abbiamo capito

Abbiamo capito che tra il nostro passato ed il nostro futuro si sono bruscamente spezzate numerose linee di continuità e se fino ad oggi hanno prevalso le innovazioni marginali e incrementali adesso si è fatta grande spazio l’innovazione dirompente perché è ciò che serve a fronte di grandi mutazioni e tempi stretti per le transizioni.

È vero anche che servono meccanismi di governance efficaci perché visione e scelte strategiche abbiano uno sguardo largo e siano poi tradotte in azioni coerenti; ma la governance è di per sé uno strumento e non un fine. È un aiuto alla soluzione dei problemi, non il rimedio. Sono le persone che fanno realmente la differenza.

A che punto siamo

La prolungata emergenza pandemica ha rivelato sia i punti di forza che le fragilità e le inefficienze dei sistemi sanitari dei paesi colpiti, non solo dei loro meccanismi operativi ma anche delle scelte strategiche e della visione politica che ne è il presupposto.

In Italia, a partire da una altra crisi globale, quella finanziaria del 2008, tutti concordano che la spesa pubblica per la sanità è stata lungamente contenuta entro limiti che avrebbero dovuto bilanciare la capacità di risposta ai bisogni di salute con le esigenze di riduzione del debito pubblico ma che si sono tradotti anche in un indebolimento del servizio pubblico e delle sue performance

Tutti siamo convinti che la buona salute di una popolazione è un importante patrimonio per un paese. Essa è garanzia non solo di benessere fisico e psichico ma anche economico ed è un determinante di coesione sociale e consolidamento dei valori di una società democratica.

Certo è anche che investire in Sanità è in competizione con altre scelte ed allocazioni finanziarie, il cui beneficio può essere più immediatamente percepito come un “ristoro”. Ma si tratta giusto di questo, non di una cura. E almeno di fare cure appropriate noi della sanità dovremmo intendercene e cercare di non fare sbagli.

Cosa possiamo fare

In due occasioni il sistema sanitario è citato nel PIANO NAZIONALE DI RESILIENZA E RIPRESA per investimenti che riguardano specifici ambiti:

Assistenza di prossimità e telemedicina (7,9 mld)

  • 7 mld per il potenziamento della rete territoriale
  • 0,9 mld per prevenzione (ambiente e clima)

Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria ( 10,82 mld)

  • 10,01 mld per ammodernamento tecnologico e digitale degli ospedali
  • 1,81 mld per ricerca, trasferimento tecnologico e formazione

Si tratta di investimenti pluriennali, chiedersi a chi li affidiamo e che caratteristiche devono avere le persone da scegliere per questo compito ci sembra cruciale

La maggioranza del management sanitario attuale è rappresentato da persone di buone competenze ma con esperienze maturate nel periodo della riduzione dei costi e dell’efficienza, reale o supposta tale; quindi non necessariamente esperti nel saper investire, un campo dove sono richieste differenti e specifiche caratteristiche.

Abbiamo detto dei manager, e dal mondo clinico cosa ci dobbiamo aspettare? In sostanza le stesse caratteristiche ma anche nuove sensibilità, non solo focalizzate solo sull’immediata sorte dei singoli pazienti. Un innegabile ed auspicabile patrimonio che non è mutualmente esclusivo con una visione d’insieme e un approccio scientifico ai cambiamenti da mettere in atto, alle direzioni da scegliere per andare laddove ci sono più opportunità, maggiori occasioni di sviluppo, migliori probabilità di successo.

Cosa c’è quindi da imparare?  A saper discernere la spesa “buona” da quella futile, prima di tutto. A saper vedere ed operare anche nel medio e nel lungo periodo, promuovendo e praticando la valutazione del valore dei cambiamenti e la misurazione dei risultati.

Che cos’è la spesa buona in campo sanitario? Certamente investire risorse nella formazione continua per avere le competenze adeguate ai mutamenti che non solo sono profondi, ma anche rapidi e per comprendere e intraprendere l’innovazione tecnologica necessaria e disponibile.

Quattro ragioni per sostenere Horizon Academy

  • Perché il futuro della Sanità del nostro Paese avrà bisogno di persone che sappiano pianificare e gestire i cambiamenti nel concreto con nuovi approcci e competenze. Linee guida, piattaforme digitali o disposizioni dall’alto non sarebbero da sole sufficienti.
  • Perché prima della pandemia Covid-19 il Sistema Sanitario aveva un proprio equilibrio di competenze e modalità di funzionamento: il sistema normativo, la gestione degli obiettivi, il sistema di budgeting, l’organizzazione della formazione, il sistema degli acquisti. Tale equilibrio appare ora incompatibile con i cambiamenti futuri.
  • Perché nascono necessariamente nuovi e diversi soggetti per interpretare ed operare il cambiamento
  • Perché le comunità del futuro sono intrecci di conversazioni tra persone che scelgono di incontrarsi, perché vi sviluppano opportunità, in contesti da costruire, in base a progetti che si rigenerano ogni giorno.

La mission 

  • formare capacità e competenze

Una formazione diversa, non solo per contenuti. Una formazione “sul campo”, tra pari, costruita con strumenti partecipativi e finalizzata a sviluppare comunità che interagiscono, si aggiornano, si scambiano esperienze e idee, si aiutano quando serve.

  • mettere in gioco le energie inespresse

Prima di tutto le “minoranze”, non tanto nei numeri quanto nella rilevanza che hanno potuto esprimere a causa degli schemi culturali ancora dominanti: le donne e i giovani.

I temi salienti per le sfide future

  • Assistenza “circolare” per i malati cronici: il SSN va oltre l’idea “integrazione H – territorio”
  • Sostenibilità, o meglio, lo sviluppo del SSN: la via digitale
  • La nuova sostenibilità: dove meglio investire e come farlo
  • La ricerca, la clinica, il management: tutto diventa traslazionale
  • I nuovi pazienti: che ruolo nella governance sanitaria
  • L’innovazione green: che ruolo giocherà il sistema Salute

Formare tutti (nel SSN, nel sistema sociale, nelle istituzioni, nelle industrie e nelle società di servizi, nei media) per affrontare i temi salienti e le sfide future